Variations sérieuses sul riesame della motivazione

Fascicolo 1/2017

Di Bruno Sassani -

L’Autore esamina l’incidenza delle modifiche apportate dalle ultime riforme sul controllo della motivazione delle sentenze. In particolare, analizza in senso critico la portata del nuovo art. 360 c.p.c. n. 5 con il quale è venuta meno la possibilità di censurare l’omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione e quindi il controllo di merito sulle decisioni impugnate dinanzi al giudice di legittimità. La Corte di cassazione, prendendo atto della restrizione d’ambito del potere di controllo indotto dal nuovo n. 5, cerca di ammettere per altra via il controllo sulla motivazione, affermando la possibilità di censurare la non effettiva motivazione (contraddittoria e apparente ma non insufficiente) attraverso il ricorso per nullità della sentenza. Tuttavia questa interpretazione giurisprudenziale, che parrebbe aprire solo ad una disputa nominalistica sui vizi della sentenza, non convince l’Autore il quale si domanda se poi fosse così necessaria una modifica che, lungi dal risolvere i problemi del giudizio di legittimità, ha generato solo dubbi pratici e teorici.

The author analyses the effect of changes produced by the last reforms on the control of the judgement grounds. In particular, he takes a critical analysis of the bad and alarming implications of the new Article 360 n. 5 of the Code of Civil Procedure which cuts away (or at least greatly reduces) the possibility for the Italian “Corte di cassazione” to control the omission, the insufficiency or the contradiction of the justification of the judgment to review. The author critically examines the first notable judgements (coming from the “Sezioni Unite” of the “Corte di cassazione”, Italian par excellence precedential body), that have faced the early conflicting interpretations of the new law, and observes that the debate is dangerously shifted to the slipping ground of nominalism and formalism so as to conclude that the legislator has learnt nothing from history.