PROCEDURA DI SOVRAINDEBITAMENTO E DUBBIA APPLICABILITÀ ALL’IMPRENDITORE INDIVIDUALE

La qualità di socio unico di un’impresa individuale a responsabilità limitata non è sufficiente a far includere tale soggetto nell’alveo delle procedure “collectives” e ad escludere il medesimo dal campo di applicazione delle disposizioni del codice del consumo relative al “surendettement des particuliers”.

Di Federica Porcelli -

Cour de cassation, civile, Chambre civile 2, 13 octobre 2016, 15-24.301

Lo scorso autunno, la Corte di cassazione francese ha affrontato la questione relativa all’ambito di applicazione soggettivo ed oggettivo della procedura di sovraindebitamento e ciò con particolare riferimento alla figura del dirigente e socio unico di un’impresa individuale a responsabilità limitata.

La sentenza segnalata trae origine da un caso in cui una commissione di sovraindebitamento aveva ritenuto ammissibile la domanda formulata da un socio unico di un’impresa individuale a responsabilità limitata (EURL, ovvero entreprise unipersonnelle à responsabilité limitée), mentre il Tribunal d’instance – adito con ricorso da un creditore che contestava siffatta decisione della commissione di sovraindebitamento – aveva dichiarato irricevibile la domanda del predetto dirigente e socio unico a motivo del fatto che tale soggetto, gestendo in modo diretto ed esclusivo una società commerciale iscritta al registro delle società, realizzava atti di commercio idonei a dare vita a debiti di natura professionale, non rientranti nella categoria dei debiti trattabili con la procedura di sovraindebitamento.

La Suprema Corte sulla scia della precedente Cass., 2ème, 12 aprile 2012, n° 11-10228 non ha si è soffermata direttamente sulla questione della ricevibilità della domanda, ma si è limitata ad affermare che la qualità di socio unico di un’impresa individuale a responsabilità limitata non è sufficiente a far includere tale soggetto nell’alveo delle procedure “collectives” e ad escludere il medesimo dal campo di applicazione delle disposizioni del codice del consumo relative al “surendettement des particuliers”. In particolare, si osserva che già nella primavera del 2012 i massimi giudici avevano stabilito che la dichiarazione di responsabilità del dirigente di un EURL per l’insufficienza dell’attivo della società non ostava in astratto a che tale dirigente potesse godere del beneficio della procedura di sovraindebitamento, nulla dicendo in ordine alla concreta ricevibilità della domanda.

Siffatta apparente (e replicata) mancata presa di posizione della Corte di cassazione in ordine alla ricevibilità della domanda di ammissione alla procedura di sovraindebitamento formulata dal dirigente e socio unico di un EURL trova invero ragione nel fatto che tali professionisti non sono per ciò solo esclusi dal campo di applicazione della procedura di sovraindebitamento. Infatti, questi ultimi ben possono accedere alla procedura di cui agli artt. 711 ss. del codice del consumo per i debiti che non siano frutto dell’attività professionale; con la conseguenza che ai fini della ricevibilità della domanda di ammissione alla procedura di sovraindebitamento la commissione (ed eventualmente il tribunale investito della questione in base al ricorso di un creditore) dovranno preliminarmente accertare la natura dei debiti per i quali viene chiesta l’ammissione alla detta procedura di sovraindebitamento.