COMUNICAZIONI A MEZZO PEC E COLPA DEL DESTINATARIO

L’attestazione del gestore che “la casella dell’utente destinatario non è in grado di accettare il messaggio” sottende un evento che dipende dallo stato della casella dell’utente e, quindi, oggettivamente riferibile alla sua sfera di controllo. Ne deriva che la comunicazione effettuata tramite deposito in cancelleria deve considerarsi validamente perfezionata.

Di Alessio Luca Bonafine -

Cass. 15 dicembre 2016, n. 25968

Il pronunciamento della Cassazione origina dall’impugnazione proposta avverso l’ordinanza dichiarativa dell’inammissibilità prevista dall’art. 348-ter c.p.c.

Il 3° comma della predetta disposizione, come noto, prevede il ricorso per cassazione contro il provvedimento di primo grado, a tali fini chiarendo l’ancoraggio del relativo termine alla comunicazione o notificazione, se anteriore, della indicata ordinanza.

Nel caso di specie, in particolare, ai giudici di legittimità il ricorrente evidenziava, così offrendo l’occasione per il principio di diritto di interesse in questa sede, il mancato perfezionamento della trasmissione dell’ordinanza a mezzo pec presso il proprio indirizzo elettronico, cui il messaggio, in effetti, non risultava consegnato, come da attestazione agli atti secondo cui “la casella dell’utente destinatario non è in grado di accettare il messaggio”.

Da ciò il ricorrente riteneva di poter ricavare la sussistenza dei presupposti per l’applicazione dell’art. 16, 8° comma, d.l. n. 179/2012, ai sensi del quale, quando non sia possibile procedere alla trasmissione telematica degli atti processuali per causa non imputabile al destinatario, deve dirsi confermata l’applicabilità degli artt. 136, 3° comma, e 137 ss. c.p.c.

Tuttavia, il Collegio rileva la necessità di recuperare in altra norma il principio applicabile al caso. In particolare, nell’art. 16, 6° comma, d.l. n. 179/2012, nella parte in cui dopo aver disposto nel primo inciso, che “Le notificazioni e comunicazioni ai soggetti per i quali la legge prevede l’obbligo di munirsi di un indirizzo di posta elettronica certificata, che non hanno provveduto ad istituire o comunicare il predetto indirizzo, sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria”, nel secondo stabilisce che “Le stesse modalità si adottano nelle ipotesi di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario”.

Secondo i giudici di legittimità, quindi, l’attestazione del gestore dalla quale risulti che “la casella dell’utente destinatario non è in grado di accettare il messaggio” sottende un evento che dipende dallo stato della casella dell’utente e, quindi, oggettivamente riferibile alla sua sfera di controllo.

Da ciò deriva, secondo l’iter motivazione della sentenza segnalata, la validità della comunicazione perfezionata attraverso deposito in cancelleria e, conseguentemente, l’inammissibilità della impugnazione per avvenuta decorrenza del termine di legge.